TEST Tematica 2 Benessere e comunicazione

Benvenuti nel TEST Tematica 2 Benessere e comunicazione

1. Your new question!

Il benessere fisico e quello psicologico non possono essere separati: oltre che di nutrimento e di cure sanitarie adeguate, i cani hanno bisogno di stimolazione fisica e “mentale”.

2. i cuccioli devono fare esperienze in diverse situazioni, con altri cani e con diversi tipi di persone e da adulti devono avere la possibilità di muoversi, esplorare e socializzare. Le esigenze di esercizio e stimolazione possono essere diverse nei singoli individui e, talvolta, possono essere in parte prevedibili: un cane selezionato per essere molto attivo e reattivo ha generalmente più bisogno di stimoli ed esercizio fisico.
3.

Le necessità di spazio non dipendono soprattutto dallo stile di vita dei proprietari e dalle attività quotidiane: un cane che non viene portato spesso a passeggiare e a giocare può vivere anche in un appartamento relativamente piccolo. Qualunque sia la dimensione dell’abitazione, un cane non ha mai bisogno di un luogo tranquillo dove riposare.

4.

Esistono regole precise per quanto riguarda l’esercizio quotidiano: servono tre passeggiate di almeno venti minuti al giorno e un’uscita più lunga, per giocare ed esplorare. 

5.

I cani che vivono o hanno libero accesso a un giardino non devono essere mai portati a passeggiare.

 

6.

I cani, come i bambini, devono essere educati in modo che possano convivere nella famiglia e nella società e l’educazione deve cominciare fin dal primo giorno in cui vengono accolti in casa.

Gli strumenti principali consistono nel premiare i buoni comportamenti e ignorare, per quanto possibile, quelli sgraditi o che nel futuro potrebbero diventare problematici.
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Abbiamo così già individuato due tipi di figure e professioni ovvero: l’educatore che si occupa di favorire i comportamenti graditi per la convivenza uomo cane e l’addestratore che insegna nuove competenze al cane ad esempio per competere in gare di agility o di riporto sportivo.

8. la museruola può creare disagio, ma in alcune situazioni è indispensabile per prevenire i rischi di aggressione e ricordiamo che è obbligatorio averla con sè ed essere in grado di metterla se richiesto da forze dell’ordine. Il cane deve essere abituato in maniera graduale e piacevole a indossarla, in modo da ridurre al minimo questo fattore di stress.
9. In Italia l’ente preposto per alla tutela del cane di razza è L’ENCI (Ente nazionale della cinofilia italiana). Gli allevatori che intendono quindi allevare cani per il miglioramento delle razze canine si attengono al regolamento ENCI che ha finalità sia di promuovere il benessere del singolo soggetto che di miglioramento delle razze.
10. Gli allevatori che intendono quindi allevare cani per il miglioramento delle razze canine si attengono al regolamento ENCI che ha finalità sia di promuovere il benessere del singolo soggetto che di miglioramento delle razze.
11.

I canili non accolgono cani vaganti ritrovati o catturati; una volta ricoverati,  possono essere soppressi cosa che invece non è ancora in uso in nazioni come la vicina Spagna;

12. È bene che l’adozione o l’acquisto del cane sia condotto con la massima coscienza e consapevolezza della scelta fatta. Una volta fatta questa scelta è anche bene lasciarsi il passato alle spalle e iniziare a istaurare con il nuovo arrivato il migliore dei rapporti.
13. è sempre meglio essere in campagna se si possiede un cane anche se non si ha tempo a disposizione
14.

le esperienze possono essere percepite solo tramite quelli che nella vita di ogni giorno vengono chiamati i cinque sensi, che dipendono dai

corrispondenti sistemi sensoriali: Visivo, Uditivo, Cinestesico, Olfattivo e Gustativo.

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l’olfatto, l’udito e la vista. Ciascuno di questi canali ha caratteristiche peculiari che gli animali sfruttano con diverse finalità. L’olfatto è sicuramente il senso più sviluppato nel cane e per questo è anche il senso su cui questa specie fa maggiore affidamento.

16. La capacità olfattiva di un cane dipende anche dalla razza: ad esempio i cani col muso schiacciato (bulldog, carlini, pechinesi, etc.) sono olfattivamente meno dotati di cani col muso più lungo. Per questo motivo alcune razze sono preferite rispetto ad altre nelle attività di ricerca.
17. Studiando l’olfatto nel cane, inoltre si riscontra un’altra tendenza molto evidente e accentuata in questa specie, ovvero la capacità “all'one track mind”, intesa come la capacità di concentrare tutte le sue risorse sull’uso di un singolo senso, mettendo in secondo piano gli altri.
18. Differenti razze differiscono anche nel “modo” nel quale il cane annusa. Esistono cani a cine-olfatto e cani a urca-olfatto.
19. Esistono cinque gruppi di suoni base: infantili (guaiti e mugolii), di avvertimento (abbaio, ringhio), di riunione (ululato), di separazione (lamenti) e di appagamento (gemiti, brontolii). Le vocalizzazioni più usate dai cani sono l’abbaio, il mugolio, il ringhio e l’ululato.
20. il campo visivo del cane, cioè l'ampiezza del suo sguardo, è superiore al nostro (a discapito della visione binoculare): noi arriviamo a circa 180 gradi, lui fino a 270. L'ampiezza visiva è maggiore nelle razze a muso lungo, come i levrieri, che sono i campioni canini della visione panoramica
21.

I segnali dei cani sono stati chiamati con nomi diversi, ultimamente è di uso comune definirli messaggi di pace  dopo che vennero approfonditi negli anni ’80 da Turid Rugaas, un’etologa norvegese che osservò a lungo nel cane gli stessi segnali di pacificazione che erano stati riscontrati tra i lupi e li catalogò in maniera sistematica.

22. Le posture ed espressioni agonistiche tendono invece a far sembrare il cane più grande e più pericoloso di quello che in realtà è: piloerezione (sollevamento del pelo in precise regioni del corpo), portare le orecchie dritte e in avanti, inarcare il dorso, sollevare la parte posteriore, retrarre le labbra e mostrare i denti, prendere in bocca il muso di un altro cane, posizionarsi sopra l’altro cane
23. il gusto è più sviluppato nel cane rispetto all'uomo che ha meno recettori per questo senso.
24.

i cani eseguono il ‘grinning’ una smorfia molto particolare che è caratterizzata dal sollevamento delle labbra e dall’esposizione dei denti (come una sorta di sorriso): quando emettono questo segnale noi siamo portati a credere che stiano sorridendo, esprimendo uno stato di felicità, in realtà si tratta di una richiesta di interazione con i proprietari che potrebbe anche esprimere disagio e stress.

25.

Sono stati identificati tutti i processi di apprendimento. Che sono solo questi:

  1. Imprinting
  2. Apprendimento non-associativo (abitudine, sensibilizzazione)
            Apprendimento associativo
26. L'apprendimento agisce solo sulla mente e mai sul subconscio
27.

Come funziona il rinforzo positivo?

Il concetto è semplicemente premiare azioni desiderate cosi che vengano ripetute, ignorare invece azioni indesiderate aiuterà ad eliminarle.

28.

Nell’educazione del cane ritroviamo 4 scenari!

RINFORZO POSITIVO

RINFORZO NEGATIVO

PUNIZIONE POSITIVA

PUNIZIONE NEGATIVA

 

I primi due aumentano la probabilità che l’azione si ripeta, le ultime due diminuiscono la probabilità che l’azione si ripeta
29.

Usciamo quindi dall’idea che l’apprendimento modifichi esclusivamente il comportamento, in realtà può modificare capacità, credenze, tratti emozionali e personalità.

Le esperienze di apprendimento agiscono sempre su più livelli.

30. Il cane non ha competenze sociali ma può imparare con l'addestramento classico
31. Spesso  la gente,  quando  indica qualcosa,  tende  a ruotare  la  testa  in  direzione  dell’oggetto  in questione. I cani sono in grado di comprendere il significato di tale gesto, rispondendo in modo appropriato
32. Diversi studi hanno testato l’abilità del cane nel localizzare il cibo nascosto, basandosi semplicemente sulla vista dello sperimentatore che rivolge il proprio sguardo verso il punto esatto
33. Non ci sono lavori scientifici che indgano la capacità del cane  di investigare lo stato di attenzione del proprietario
34.

Nel cane non sono state riconosciute le seguenti motivazioni:

  • predatoria (volgersi verso gli oggetti piccoli in movimento);
  • sillegica (raccogliere gli oggetti portarli in un nascondiglio);
35. Gli  animali  rimasti  confinati  per  un  certo  periodo  possono  sviluppare  delle  stereotipie,  ossia sequenze fisse di comportamenti del tutto diverse da quelle osservate negli animali allo stato selvatico, eseguite ripetutamente e sempre nello stesso modo, prive di qualsiasi funzione ovvia
36. La stereotipia non può indicare anche una precedente compromissione del benessere dell’animale, ma solo uno stato di malessere presente
37.

Tipiche forme di stereotipia nel cane sono:

  • il cane che gira in tondo su se stesso di continuo
  • il cane che si insegue e morde la coda
  • salti sul posto con abbaio ritmico all’atterraggio
  • il cane che fa sempre lo stesso percorso, avanti e indietro
38.

Le competenze cognitive possono essere determinate dalla specie o processi derivati dall’apprendimento, tra questi due estremi possiamo inserire le competenze di memoria di razza.

39. la rappresentazione dell’oggetto da parte di un cane, nonché la sua memorizzazione, non possono essere influenzate dalla procedura adottata nelle varie situazioni sperimentali.
40. Il cane non ha competenze numeriche che sono diesclusiva pertinenza umana

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